BARBAGELATA
 

Barbagelata,      8 dicembre 2004

Ave, o Maria,
piena di Grazia,
il Signore è con Te
.

Con Te per tuo dono è sempre vicino anche a noi, nelle nostre profondità, luminose od oscure che siano. Al Signore è piaciuto essere così realmente umano da venire alla luce in Te; e tu da allora sei la Madre della Speranza. 

La mia gioia sia nel trascorrere i giorni non a vuotare mani, mente e cuore, ma a scavare nelle mie mani mente e cuore, un posto per il Bene che passa: vorrei essere “poroso”, disponibile, in ascolto in qualsiasi tempo e situazione. Con Te, Madre amata, allora innamorata, ovunque trasparente.

 Tu Maria sei segno per sempre e per tutti di quella tenera gratuità che ogni madre dona senza chiedere. Con umiltà e semplicità desidero lasciarmi amare come l’altro vuole, non nella forma che avanzo io. Con naturalezza e spontaneità desidero offrirmi come un pane posto lì, perché venga spezzato, offerto, mangiato e sia nutriente. Poco importa se vivrò tempi in cui non capirò fino in fondo, se mi sembrerà d’essere solo. Come il chicco di grano che morendo produce frutto mi abbandono fiducioso all’amore che non tradisce.

 A volte mi sembra di sorprenderti mentre mi tieni tra le braccia come una mamma porta un bambino piccolo; circondato di cure e di tenerezze mi sento d’avere “le mani bucate”… davvero non posso tenerle tutte per me!

 Tu Madre degli ultimi, che conosci tutti i sentimenti che la nostra umanità ci consegna, fammi “rimanere” nelle relazioni, nella realtà, senza fuggire mai; aiutami a generare alla vita sempre, ad essere fecondo come tu lo sei. Il mio cammino sarà al passo del tuo, sereno e vivace, giovane e colmo di fiducia. Perché tu sei mia Madre.